06 marzo 2009

Riletture notturne



"Triste, quella sera, lo ero. La morte di Ugo mi restava sullo stomaco. Mi sentivo oppresso. E solo. Più che mai. Ogni anno, cancellavo dalla mia agenda gli amici che facevano discorsi razzisti. Trascuravo coloro che sognavano solo macchine nuove e vacanze al Club Med. Dimenticavo tutti quelli che giocavano al lotto. Amavo la pesca ed il silenzio. Camminare sulle colline. Bere del Cassis freddo. Del Lagavulin, o dell'Oban, tardi nella notte. Parlavo poco. Avevo le mie idee su tutto. La vita, la morte. Il Bene, il Male. Andavo matto per il cinema. Ero appassionato di musica. Non leggevo più i romanzi contemporanei. E più di tutto mi facevano schifo i pavidi, i mollaccioni.
Tutto ciò, aveva sedotto parecchie donne. Non ero riuscito a tenerne neppure una. Ogni volta rivivevo la stessa storia. Quel che a loro piaceva in me, si mettevano a cercare di cambiarlo, appena sistemate nelle lenzuola nuove di una vita in comune. 'Nessuno ti cambierà' mi disse Rosa andandosene, sei anni fa. Ci aveva provato per due anni. Ma avevo resistito. Ancora di più che con Muriel, Carmen e Alice. E poi alla fine, una notte, mi ritrovavo davanti a un bicchiere vuoto e un posacenere pieno di cicche."
Casino Totale - Jean-Claude Izzo

1 commento:

Bozena ha detto...

uwielbiam takie lzawe wyznania egotykow.